IFRS 8 e le informazioni di settore: come può il gruppo rispondere alle esigenze dettate dalle norme?

IFRS 8 e le informazioni di settore: come può il gruppo rispondere alle esigenze dettate dalle norme?

L’IFRS 8 pone un reale problema quando si tratta di utilizzarlo nei software di consolidamento, nel caso in cui le entità sono multisettoriali. In effetti, è difficile applicare la norma alla lettera: è particolarmente vincolante e non soddisfa gli obiettivi di un ufficio amministrativo. Come applicarlo al meglio e utilizzare il vostro software di consolidamento per migliorare la qualità dell’informazione di settore?

Due approcci opposti

Quando si tratta di raggruppare e fornire informazioni di settore, per un gruppo sono possibili due approcci:

  1. Il primo approccio consiste nel partire da informazioni disponibili nella contabilità analitica. Il consolidamento dei dati si effettua partendo dal dettaglio delle informazioni disponibili per settore e per entità. In questo modo, le transazioni intercompany hanno anch’esse una dimensione di settore associata in modo tale da poter essere eliminate nel settore a cui si riferiscono.
  2. Il secondo approccio, molto meno affidabile, è l’approccio riconciliato: si consolidano i dati contabili, poi li si ripartisce in funzione delle chiavi di allocazione fornite dalle entità (questo settore rappresenta il 20% dell’attività, ecc.) o ancora più semplicemente si consolidano i dati di contabilità generale e in seguito si danno indicazioni in forma statistica per la ripartizione di settore su grandi classi. Si tratta di una ripartizione spesso approssimativa e dunque contraddittoria, con l’obiettivo di ottenere un’informazione di qualità.

Utilizzate il vostro software di consolidamento per fornire un’informazione di qualità!

Tutti i software di consolidamento dovrebbero permettere di realizzare il primo approccio, secondo noi il più affidabile. La procedura non si fa più tramite entità giuridica, ma piuttosto attraverso entità gestionali o in funzione delle dimensioni analitiche. Perché l’informazione fornita agli investitori sia la più esatta possibile, l’approccio deve essere pienamente segmentato e dettagliato: le transazioni intercompany devono essere suddivise in dimensioni analitiche, stesso procedimento vale per le rettifiche, per le eliminazioni, ecc.; in breve, vale per tutte le operazioni specifiche per il processo di consolidamento.

Entità gestionali vs. dimensioni analitiche: le chiavi per fare la scelta giusta

Per l’ufficio che si occupa della produzione del consolidato e dell’informazione corrispondente all’IFRS 8, la strategia è quella di scegliere tra la creazione di entità gestionali (ciascuna entità mono-segmento) e la creazione di dimensioni analitiche. Quale processo porterà la visione più corretta?

La scelta obbedisce al principio GIGO (Garbage In – Garbage Out) e deve dunque essere dettata dall’esistenza o meno di una base dati. Di per sé, la scelta fra entità gestionali e dimensione analitica deve anche seguire questo dettame. Più precisamente, se i dati dettagliati per segmento esistono nell’insieme dei conti di contabilità, si privilegerà la creazione di entità gestionali distinte. Nel caso contrario, una dimensione su alcuni conti potrà bastare. Ma attenzione in ogni caso a non prendere decisioni troppo affrettate. Vi forniamo qui di seguito qualche spunto aggiuntivo di riflessione.

Generalmente i conti di bilancio, come l’equity, ecc., spesso non sono dettagliati in segmenti. Se l’informazione desiderata non è disponibile, è necessario crearla a tutti i costi, per esempio sulla base di una chiave di ripartizione arbitraria?

Ottenete un’informazione di qualità…

Ogni segmento deve corrispondere a un’attività reale; per la qualità del risultato, bisogna dunque evitare la creazione di un segmento “corporate” (che spesso non corrisponde a un’attività reale) che servirebbe dunque da “totalizzatore” (a volte anche denominato segmento “altro” o “da destinare”) o ancora di un’attività fittizia per posizionare al suo interno rettifiche ed eliminazioni.

…e risolvete la quadratura del cerchio

La soluzione più saggia consiste nel partire dall’informazione più dettagliata di cui si dispone, ma in ogni caso senza esagerare: le filiali devono riportare solo ciò che sono in grado di fornire. Chiedendo alle filiali di fornire un dato di cui esse non dispongono, le si forza a prendere scorciatoie pericolose (chiavi di ripartizione, plug, ecc.) e i dati ottenuti non riflettono più la realtà facendone perdere il senso. Sarebbe meglio, a nostro modo di vedere, privilegiare dati di qualità piuttosto che un’apparenza di completezza.

Condividi questo articolo :
Sigma Conso Advisory
Beneficiate dell’esperienza e dell’offerta dei servizi Sigma Conso per ottimizzare il vostro processo di chiusura e aumentare la qualità del vostro consolidato.
Articoli recenti
Le operazioni intercompany: come identificare le differenze? Le operazioni intercompany sono spesso considerate facenti parte […]
Qual è il giusto costo di un software di Corporate Performance Management? Recentemente abbiamo sentito […]